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La Danza dei Pianeti - cercare il divino che è in noi attraverso il roteare su se stessi, è una pratica che si perde nella notte dei tempi. Ne troviamo traccia ancora oggi nei rituali più antichi delle tribù dell’Africa e dell’estremo oriente, alcuni studi rivelano che anche nell’antica Grecia si praticavano rituali per la divinazione utilizzando anche, questo tipo di danza, tracce analoghe si trovano nell’antica Persia. Jellaledin Rûmî (1207-1273) chiamato Mevlana
(Maestro) farà di questa pratica la preghiera che contraddistinguerà la sua Scuola Mistica, da qui, il nome di Dervisci Rotanti Mevlevi.
Il rituale del (Sema) racconta del possibile viaggio spirituale che ogni uomo in cerca del ricongiungimento con il Divino deve percorrere. La cerimonia così come oggi viene rappresentata, fu codificata circa 800 anni fa dal figlio di Rûmî Soultan Walad.
Inizia con un elogio (Naat-i sherif) ai Profeti e al Dio Creatore.
I Semazen coloro che danzano il Sema, dopo aver percorso per tre volte lo spazio rituale (Semahane) in cerchio si salutano l'un l'altro, tolgono il manto nero che indossano sin dal loro ingresso e incominciano a roteare su se stessi tracciando figure della Geometria Sacra. I loro movimenti sono guidati impercettibilmente dal Semazen Bashi, il Maestro di Danza. Gli abiti bianchi, che simboleggiano la purezza, si aprono come corolle e la parte centrale disegna spirali; dalle spalle le braccia incrociate passando dal cuore si aprono verso l’alto, con i palmi delle mani rivolti uno verso l'alto e l’altro verso il basso, anch’essi creano spirali discendenti che convergono al cuore perno fisso ove avvengono le grandi trasformazioni e si producono nuove consapevolezze, ed intorno al quale il semazen gira. Per tre volte durante la cerimonia i danzatori si fermano e riprendono a vorticare, sempre accompagnati dalla musica e dal canto. Al termine del loro viaggio mistico, i danzatori raccolgono il manto nero e, in ginocchio, restano ancora qualche minuto in “ascolto” (questo è il significato della parola "Sema"); infine si allontanano, in silenzio, dallo spazio rituale dopo aver nuovamente onorato con un inchino il Tappeto Rosso (Post) che simboleggia il Maestro.
( La Danza dei Pianeti - Lo Zikr - Mevlana Jelaleddin Rûmî )
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